
Galleria
Dove si trova
Il castello si trova in Via Vincigliata 4, 50014 Fiesole (FI), sulle colline tra Firenze e Fiesole. Da Firenze si prende la direzione di Coverciano o dei viali di circonvallazione verso Fiesole, passando per Via Gabriele d’Annunzio e proseguendo sulla SP55 o verso l’area di Vincigliata.
Storia
Castel di Poggio sorge sulle colline di Fiesole, tra Settignano e Monte Ceceri, in una posizione panoramica di notevole interesse paesaggistico. Il complesso comprende il castello, il cortile interno e un vasto parco boschivo che avvolge la sommità dell’altura, creando un insieme suggestivo nel quale l’architettura si integra con il paesaggio delle colline fiorentine.
Le origini del fortilizio risalgono probabilmente al XIII secolo, quando apparteneva alla famiglia Del Manzecca, proprietaria di numerosi fondi nella zona. La casata esercitava il proprio potere sul territorio ed è ricordata dalle cronache per le violenze e i soprusi commessi nel Valdarno superiore, anche attraverso attività di brigantaggio. La posizione del castello e l’autonomia dei suoi signori finirono per entrare in conflitto con gli interessi della Repubblica fiorentina, impegnata a consolidare il proprio controllo sul contado. Nel 1348, la Signoria di Firenze ordinò la distruzione del fortilizio, ponendo fine al dominio dei Del Manzecca.
I resti del castello furono acquistati nel 1469 dalla famiglia Alessandri, che ricostruì il complesso trasformandolo progressivamente in una residenza signorile. La proprietà venne organizzata attorno a una dimora, una torre, mura merlate e una cappella, elementi che avrebbero costituito il nucleo della successiva residenza fortificata. Secondo le testimonianze storiche, l’oratorio era inoltre decorato con affreschi attribuiti alla scuola giottesca.
Nel corso del Seicento la proprietà passò ai Girolami e successivamente ai Bonaccorsi. Dopo il fallimento di questa casata, il complesso fu acquisito dai Marucelli, la cui famiglia si estinse nel 1782. La proprietà passò quindi ai Brunaccini, ricordati da una lapide sulla cappella, e in seguito ai Mantellini, ai Casini e infine ai Forteguerri, originari di Pistoia.
Le trasformazioni più importanti risalgono alla fine dell’Ottocento e ai primi anni del Novecento, quando il complesso venne profondamente rielaborato secondo il gusto neomedievale, molto diffuso in Toscana in quel periodo. L’intento era restituire al castello l’immagine di un’antica fortezza medievale attraverso una ricostruzione idealizzata delle sue forme architettoniche. Durante questa fase venne abbattuto il ballatoio della torre e fu realizzata una nuova ala merlata, mentre i diversi corpi di fabbrica vennero armonizzati in una composizione dall’aspetto fortificato.
I lavori furono condotti da Giuseppe Castellucci, uno dei principali interpreti del neogotico in Toscana, architetto e restauratore autore di numerosi interventi su edifici storici del territorio. Il progetto si ispirava, in scala minore, al vicino Castello di Vincigliata, celebre esempio di ricostruzione neomedievale sulle colline fiorentine. Come in altre opere della stessa stagione, il recupero dell’immagine romantica del Medioevo prevalse in parte sulla conservazione rigorosa delle strutture originarie.
Dell’antico fortilizio rimane soprattutto una torre, anch’essa modificata dalla ricostruzione della merlatura. Gran parte dell’aspetto attuale di Castel di Poggio deriva quindi dagli interventi tra Ottocento e Novecento, che affiancarono agli elementi superstiti nuove strutture ispirate all’architettura medievale. Gli edifici più recenti si integrano visivamente con le parti più antiche, dando vita a un insieme unitario e suggestivo, nel quale è ancora possibile leggere le diverse fasi della storia del complesso.
Nel 1911 il castello passò alla famiglia Baduel Zamberletti, che intervenne anche sugli spazi esterni. Per aumentare la luminosità del giardino venne abbassato il muro di cinta e il cortile fu trasformato in un prato, ombreggiato da alti alberi. Attorno alla residenza si estende un grande bosco composto prevalentemente da lecci, castagni, querce e cipressi, punteggiato da statue e intervallato da alcuni uliveti mantenuti a prato. Il parco costituisce una parte essenziale dell’identità del luogo, contribuendo a preservarne il carattere appartato e il rapporto con il paesaggio collinare.
Dopo la scomparsa dell’ultima discendente della famiglia, Aida Baduel Zamberletti, il complesso venne lasciato alla Fondazione Baduel Zamberletti, che ancora oggi ne cura l’amministrazione. Castel di Poggio rappresenta così un esempio significativo della riscoperta romantica del Medioevo tra Ottocento e Novecento: non un castello duecentesco conservato integralmente, ma un complesso stratificato nel quale i resti dell’antico fortilizio convivono con le ricostruzioni neogotiche e con un paesaggio boschivo che ne definisce il carattere.












